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mercoledì 14 settembre 2011

SALVIAMO I TOSSICODIPENDENTI CON LA MUSICA


La Musicoterapia, intesa come metodologia di intervento per un lavoro pedagogico o psicologico, permette di comunicare, con l'aiuto del terapeuta, attraverso un codice alternativo rispetto a quello verbale partendo dal principio dell'ISO (identità sonora individuale) che utilizza il suono, la musica, il movimento per aprire canali di comunicazione ed una finestra nel mondo interno dell'individuo. 
Dal punto di vista terapeutico essa diviene attiva stimolazione multisensoriale, relazionale, emozionale e cognitiva, impiegata in diverse problematiche come prevenzione, riabilitazione e sostegno al fine di ottenere una maggiore integrazione sul piano intrapersonale ed interpersonale, un migliore equilibrio e armonia psico-fisica. 
E' proprio questo il principio adoperato dalle migliori associazioni di recupero per tossicodipendenti, come Narconon, San Patrignano e l'associazione Onlus di Don Mazzi.
Appare inutile sottolineare le conseguenze fisiche e psicologiche che arrecano l'utilizzo di sostanze stupefacernti a partire dalla dipendenza fino ad arrivare all'annullamento della personalità. Uscire dal tunnel oscuro della droga è possibile con sacrificio e dedizione e soprattutto mediante l'aiuto di strutture specializzate, ma la cosa più semplice è non avvicinarsi a queste sostanze.
La prevenzione deve assolutamente essere l'arma per sconfiggere questo male che affligge la nostra società, attraverso la divulgazione di una cultura di limpidezza e rispetto per sè stessi.
In tutte le culture dell'antichità musica e Medicina erano praticamente una cosa sola. Il sacerdote medico (lo sciamano) sapeva che il mondo è costituito secondo principi musicali, che la vita del cosmo, ma anche quella dell'uomo, è dominata dal ritmo e dall'armonia.
Il trattamento di musicoterapia è strutturato in incontri settimanali a seconda delle esigenze del paziente. Le sedute possono essere: individuali o di gruppo della durata di circa 60 minuti ognuno; in alcuni patologie, come ad esempio nella malattia di Alzheimer, sono consigliati tempi di partecipazione molto più brevi.
Aiutiamoli ad uscire da questo tunnel...
Da Luca Alini è tutto...



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